sabato 16 marzo 2013

Di fanfiction, grammatiche stuprate e fantasia latitante, parte I: quando il fiammifero ti brucia le dita. E il cervello.

Tadan! Se Dark è la storia più letta e seguita sugli/sui (perdonatemi, ancora non ho ben chiaro quale articolo devo usare. Perché l'italiano suggerisce, giustamente, “sugli”, visto che ciò che segue è un nome plurale, inglese ok, ma che inizia per vocale, ma le directioners insistono con “sui”. Ma d'altronde, chi le ascolta e prende per buono tutto quello che dicono? Ecco, who cares?, insomma) One Direction, per contro, abbiamo l'equivalente sul biberon più famoso del pianeta. No, non l'ultimo modello della Chicco, ci spiace mamme all'ascolto, ma Justin Bieber, lo Shakespeare dei poveri proveniente dal Canada e, dico io, era meglio se ci restava. Sto parlando di Danger, che già il nome ti scoraggia dall'aprire la storia (?). Insomma, i presupposti ci sono, è su Bieber, il rating è rosso (lettrici di 50 Sfumature di grigio, nero, rosso, voi non sapete quante siete porette a volervi far ribaltare come neanche i sedili di un auto in un drive-in degli anni '50 da Christian Grey e non da uno di questi qua, amatori folli e sbarazzini) ed è la più popolare del fandom. Lo ammetto, ma solo perché siete voi, ho francamente un po' di paura nel leggerla, ma ci si fa coraggio, don't worry.
Ecco, metto da parte la mia parte Grammar Nazi, ma non del tutto. Mi prudono già le mani perché ho già individuato ad una prima occhiata diversi orrori grammaticali, ma passiamoci sopra. Magari sono distrazioni da traduttrice inesperta. Eh, sì, folks, siamo di fronte ad un'altra traduzione.

Era Venerdì notte e ancora una volta, “grazie” alla mia noiosa vita, non avevo niente da fare se non guardare la televisione, stare al computer o controllare il mio cellulare numerose volte per vedere se qualcuno mi avesse scritto un messaggio -- nessuno l’aveva fatto.
Infastidita e irritata mi alzai e andai nella mia noiosa stanza, ancora una volta, con niente di meglio da fare.

Ebbene sì, il cliché della povera, piccola fiammiferaia che nessuno si fila e che “grazie” (che ci azzeccano le virgolette God only knows!) alla sua piccola, povera noiosa vita da adolescente rinchiusa in soffitta da mammà e papà si sente bistrattata dal mondo intero. Toh, che novità! Studiare e giocare con le Barbie richiedono troppo sforzo, per cui la nostra piccola pulzella cosa fa? Ella, povera cara, non può fare ciò che “le persone normali fanno”, perché i suoi genitori, a quanto pare, da Stalin e Hitler provetti quali sono, “se venivano a sapere che facevo cose che altri normali adolescenti facevano, sarei stata rinchiusa nella mia stanza per settimane (se non di più) in punizione e ciò significa niente televisione, computer o telefono”. Ora, c'è da domandarsi se i suoi genitori non siano gli ultimi di una stirpe di persone sane di cervello, che, osservato il profilo Twitter delle figlie e giudicato attentamente le amenità che vanno blaterando in giro, non abbiano ben pensato di far rinsavire le suddette a suon di ceffoni e sberle che farebbero impallidire Giovanna Mezzogiorno nell'Ultimo bacio. Ma, bon, sono solo dei perversi cristiani, dice la figlia, e non capiscono di cosa ha bisogno una bimbetta imberbe e quindi la sbatterebbero al muro come un tappeto persiano impolverato. Tzè, vecchi babbioni.
Dunque, dicevamo, invece che starsene in casa bella e brava a guardare la TV, ripassare per le interrogazioni o giocare con le bambole (tutte attività più proficue che fissare uno schermo quando sai che nessuno ti caga di striscio neanche se gliela lanci), la nostra cara innominata riceve un'illuminazione. D'un tratto, il cellulare morto fino a qualche istante prima, ha qualche spasmo di vita, lancia tre messaggi tutti identici da tre mittenti differenti. Udite, udite, topini: Cenerentola può andare al ballo, tutti sono ammessi. Preparatasi per la festa e diventata “sensuale” (così dice lei, oh, io non c'entro nulla!), ammesso che un paio di shorts e un top striminzito ti facciano sembrare tale, la nostra, in barba alla paura che i dittatori di cui sopra incutono, parte all'avventura. Ah, precisazione: dopo la doccia, si sente pulita. E, ci mancava solo che avessi la muffa e dovevamo disinfestarti. Ma, oibò, bando alle ciance. La festa del quartiere delle 23:30 non aspetta mica te, su, muoviti, lagnosa.
Non fa tre passi che, toh, il fratello minore, tale Denis, l'avverte di averla vista e lei cosa fa? Da piccola, annoiata, sola e disperata bambina qual è, decide di minacciarlo: “No se tu non vuoi che mamma e papà scoprino che guardi i porno”. Ecco. Cercate di trattenervi, siori e siore, che siamo solo a metà del primo capitolo. Lo so, se quelli scoprissero che è fuori la segherebbero in due, ma pensate se scoprissero che, invece che studiare, #LaPiccolaFiammiferaia si fuma le pagine dei libri coi fattoni della città. Personalmente, gliene suonerei il triplo rispetto a quelle che secondo lei merita Denis, aka #IlSegaiolo. Ma, ecco che arriva alla famosa festa di cui l'autrice si prodiga nel dirci che “tutte le persone -conoscenti o meno- si stavano già divertendo ballando, cantando, ridendo, bevendo e la maggior parte fumando”. Oh, che vi avevo detto sui fattoni?
Kelsey, detta Kels, la protagonista pare si chiami così (sempre meglio di Bo, eh), si attacca alla prima bottiglia di birra che le danno e, da alcolista anonima mancata, la tracanna in un solo sorso. Beh, niente male per una suora di clausura. Bon, mentre era attaccata alla bottiglia peggio di Bersani in un pub a scrivere programmi elettorali, sbuca un tizio, occhi color caramello (eh, sì, hai letto le 50 sfumature di cui sopra e io ancora mi chiedo che minchia di colore sia e se sia sano mentalmente chi scrive queste scemenze, ma vabbe', deliri miei), con gli occhiali da sole (ad una festa di notte. Hello? AD UNA FESTA DI NOTTE, ALLE 23:30, CON GLI OCCHIALI DA SOLE), che solo per questo particolare ti dovrebbe venire voglia di urlargli nel muso un “A' tamarro!” con tanto di sguardo schifato, e lei non solo non strepita, ma rimane folgorata come San Paolo sulla via di Damasco: lui se ne esce con un “Ben fatto, piccola” - manco fosse uno zio alla nipote che ha spento d'un soffio le candeline sulla torta –, le fa l'occhiolino e la ammutolisce. Ecco, #LaPiccolaFiammiferaia ha preso fuoco. Mentre questa sbava, interviene l'amica Carly – oh, i nomi sembrano copiati dal Jersey Shore a casaccio e forse, visto il tizio con gli occhiali da sole la sera, è proprio così – e le rivela che... Attimo di sospensione, musica in crescendo e ansia che ti avvolge. “Quello è Danger. E’ il ragazzo più discusso qui in città. Ha fatto così tante stronzate che nessuno sarebbe in grado di immaginare. E' il capo dei Bulls Pack, la gang”. “Stigrancazzi!” avrebbe dovuto risponderle, se ci fosse col capo, e invece l'unica cosa che pensa è che il suo stomaco, saputo di aver appena sbavato inconsciamente sul capo della banda che governa la città – a sedici anni? Neanche Al Capone era arrivato a tanto, complimenti Danger – si intreccia. Mah, non l'ho capito. E qui si conclude il primo atto di quella che, già me lo sento, sarà la tormentata storia d'amore e sesso sfrenato, con copule astronomiche e doti non tanto nascoste del piccolo bullo di periferia, della brava ragazza che viene traviata dal bad boy di turno. Vi avverto, se nei prossimi trovo qualche pistola o gira droga tra dodicenni scoppio in una risata così fragorosa che mi sentirà anche l'autrice originaria in America o dove caspita sta. Io, al posto suo, mi nasconderei, by the way.
Il secondo capitolo si apre con la nostra fiammiferaia che pare sia rinsavita, dall'attimo di paresi e intorpidimento che l'aveva colta alla vista del boss Pericolo e si caga in mano. Preda di un raptus psicolabile, inizia a girarsi come un'ossessa, impaurita che il piccolo criminale la agguanti all'improvviso per sgozzarla. Così, alla qualunque, e perché gli va, in fondo, dice Carly l'amica che la spinge – no, non sa più camminare dopo averlo conosciuto - “Lui viene chiamato Danger per un motivo Kelsey”. Ecco, capito? Walk away, stanne alla larga. Scommettiamo che al terzo capitolo, se non in questo, già appena lo rivede le farfalle le sfrigolano nello stomachino? Comunque, gli ha parlato e lo ha visto una volta, e già lo difende. Eh, ma allora te le cerchi. Di fatti, svanita l'amica (in un buco nero? Il boogeyman? Non c'è dato saperlo), si precipita dal gruppo di Danger, #IlTamarroDiPeriferia. Anzi, si apposta dietro un albero e assiste a un omicidio. Che v'avevo detto? Posso ridere adesso, ok. Comunque, un capitolo cortissimo, giusto per uccidere un tale di nome Parker che non aveva dei soldi che doveva al famigerato Danger. Eh, si sa, Danger è pericoloso. La scoperta dell'America. Ciao, Colombo, ciao.
Tralasciando la parabola iniziale del terzo capitolo in cui #LaPiccolaFiammiferaia inveisce contro Dio che ha altri piani per lei invece che il divertimento (fatti suora, la butto lì così), ecco che #IlTamarroDiPeriferia scorge l'idiota che singhiozza dietro i cespugli (sei tutta scema, oh. Hanno ucciso uno e tu fai più casino di un orango tango in calore. Ripeto: te le cerchi), la carica in spalle e la butta in macchina. No, no, lei non urla, non si divincola né dice niente. Certo, immaginatevi voi che un tizio, conosciuto come un boss della mala, se ne esca dal bel niente e vi portasse di peso in un auto. Perché ribellarsi, no? Lui sa quel che fa, non succederà niente di male. Ciao, Hitler e Stalin, forse vi siete sbarazzati della fiammiferaia scema senza prenderla a bastonate. Ah, quasi dimenticavo, la nostra in auto che fa? Cerca di scappare, direte voi? No, “lasciai uscire dalla mia bocca un sospiro di sollievo”. Mi sembra giusto, sì. Non si sa come, questa invece che sbraitare e implorare la clemenza dell'aguzzino, se ne esca con una battuta da far cadere i coglioni a terra con un tonfo anche al più algido tra noi: “io devo davvero tornare a casa. E’ tardi e quando i miei genitori realizzeranno che sono sgattaiolata fuori casa, morirò”. La cosa è talmente stupida che anche il temutissimo Danger glielo fa notare. Insomma, sei stata lanciata nell'auto di un assassino, che ha appena ucciso un tizio sotto i tuoi occhi e ti preoccupi di mamma e papà? Fatti curare. Danger, scendila subito, è una cerebrolesa che ti farà da zerbino. Ora! E qui termina un altro capitolo, del prossimo al momento ce ne infischiamo, tanto si sa già, un po' farà la restia ma poi sarà pronta a donarle tutta se stessa. E sì, i doppisensi sono esattamente voluti.


Qui il link all'Efp.

1 commento:

  1. No, vabbeh.
    Già dopo le prime righe del capitolo 1 avevo lo stomaco in rivolta e un grandissimo desiderio di scrivere qualcosa che non sarebbe stato all'altezza di quello che hai fatto tu. Non oso immaginare il resto e, siccome sono cattiFa più di Danger, lascio a te il piacere ahahahaha! Che leggerla così è uno spasso e hai fatto davvero un debutto col botto my love.
    Peccato solo il temibilissimo Danger-occhi-di-caramello non l'abbia fatta fuori appena l'ha beccata dietro i cespugli.. il divertimento (nostro) sarebbe finito presto, ma per lo meno lo strazio sarebbe finito presto.
    Sob!

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